MARINA CAVALLIERI
ROMA – Si chiamano centri Anti Aging, sono i nuovi templi del benessere, sono le cliniche che combattono l’invecchiamento, frequentate da medici e pazienti che nella guerra contro il tempo non hanno intenzione di trattare la resa. Almeno non subito, ai primi colpi.
Le cliniche Anti Età partono da un presupposto: nella società
prossima futura crescerà il numero degli anziani e di pari passo
il desiderio di rimanere giovani, sani, efficienti. Su questa apparente
contraddizione lievita un mercato, crescono le aspettative, si espande il
business. Ed il sogno.
“In Europa siamo i primi, per impostazione e per numero di servizi
che offriamo, neanche in America c’è un centro simile, semmai
uno in Giappone”, spiega Gianluigi Bertuzzi, docente di medicina estetica
a Tor Vergata.
Il professore insieme a Eduard Bercovich, noto andrologo e suo cognato,
ha creato a Bologna il centro Anti Età. Il paziente che si avventura
nelle sale di Villa Regina verrà sottoposto ad un centinaio di analisi,
test, visite e prelievi, vedrà valutati i parametri ormali, la capacità
articolare, lo stress ossidativo e molte altre cose ancora che servono a
definire L’età biologica che non sempre corrisponde all’Età
Anagrafica.
“Agiamo sull’età biologica per ridurla senza usare farmaci,
sfruttando i precursori, per ogni paziente verrà valutata una terapia
che si basa sulla prevenzione e lo stile di vita. Basti pensare, per esempio,
che l’Alzheimer prima di diventare una malattia conclamata, ha un
insieme di sintomi e segni che si possono individuare”.
La guerra Anti Età non si combatte più a colpi di bisturi
e collagene.
Sono archeologia quei lifting da mutanti che arrivano quando ormai è
troppo tardi. La questione ora è colpire l’invecchiamento al
cuore, non agire in superficie, giocare d’anticipo. “Un conto
è la vecchiaia e un’altra cosa è l’invecchiamento
– spiega Bertuzzi – L’obiettivo è combattere l’invecchiamento,
rallentarlo, correggerlo. Non c’entriamo con la geriatria, noi curiamo
i sani”. Non a caso tra i pazienti anche un ragazzo di 28 anni, una
signora di 35, il costo delle accurate analisi è di circa 3 milioni
e mezzo.
A Roma in un tranquillo villino dei Parioli, sorge il Naac, New Anti Aging
Center, anche qui la guerra alla vecchiaia si combatte con uno slogan: prevenzione.
L’Anti Aging ristruttura gli “interni”, spiegano medici
solerti, militanti del benessere, filosofi della Nuova Salute.
Anche qui il paziente viene accolto in un ambiente ovattato, fatto oggetto
di analisi accurate, dal capello alla saliva, i test spediti direttamente
in New Jersey.
La medicina Anti Aging è diventato un bisogno fondamentale lasciandosi
alle spalle le teorie del lusso e del superfluo”, è scritto
nel comunicato-proclama di presentazione. “Preferiamo dire “successful
aging”: invecchiare con successo – dice la dottoressa Grace
Massiah – cerchiamo di fare una diagnosi attraverso una serie di parametri,
valutare i fattori di rischio, stabilire l’età biologica, abbiamo
un approccio completo psicologico e medico.
Siamo contrari alle cure ormonali “miracolose” in voga negli
stati Uniti”.
Il risultato, l’identikit del paziente, viene racchiuso in un cd-rom
che ciascuno si può portare dietro come una carta d’identità.
Molte analisi, dunque, poche medicine, nuove cure come la light-terapy contro
la depressione stagionale. Ma il bisturi resta. Non mancano al Naac preziose
cure estetiche perché il tempo passa e, nonostante tanto impegno,
i segni restano.
