INVECCHIAMENTO

nasce un centro per “frenare” l’età
di Valeria Chichi


“SENECTUS, ipsa est morbus”, “la vecchiaia è una malattia”, dicevano gli antichi romani.

Quelli moderni probabilmente la pensano ancora così, e per loro aprirà a fine maggio, proprio nel cuore antico della città, sull’isola ***, un “centro Anti Aging” per misurare l’età biologica e offrire terapie per combattere l’ invecchiamento. *** di piazza San *** sarà possibile sapere se l’età segnata sulla nostra carta d’identità corrisponde a quella del nostro organismo, grazie ad una procedura di semiconvenzione che consentirà di risparmiare circa il 30% sul costo della diagnosi, che si aggira intorno ai *** euro. Per scoprire se il nostro orologio biologico misura il tempo più velocemente di quello che portiamo al polso, al centro Arpa Medica ( numero verde :***) ricorrono ad otto criteri scientifici: quello cerebrale, immunitario, cardiovascolare, corporeo, muscolo-scheletrico, cutaneo e quello dello stress ossidativo.
Per ognuna di queste categorie (“distretti” è il termine tecnico), viene stabilito il grado di deterioramento, attribuendogli un’età.
Facendo una media ponderata delle età di tutti i distretti si arriva al verdetto finale. E se qualcuno scopre di essere un vero Dorian Gray, con un’età biologica più giovane di tre o quattro anni rispetto a quella anagrafica, per gli altri parte una terapia individuale per sincronizzare i due “orologi” .

“Conoscere l’età biologica è importante – spiega il professor Gianluigi Bertuzzi, direttore del centro Arpa e docente di Medicina estetica all’università di Tor Vergata – perché consente di intervenire per migliorare la qualità della vita: l’eterna giovinezza non esiste, la vecchiaia fa parte del processo biologico di un individuo, ma l’invecchiamento si può rallentare, soprattutto quando è patologico e non fisiologico”.
“Al contrario di quanto si pensa,l’ invecchiamento dipende solo per in trenta per cento da fattori genetici - continua il professore –per il restante settanta, siamo noi i responsabili delle nostre condizioni di salute, attraverso lo stile di vita, l’alimentazione, il fumo, l’attività fisica :lo dimostrano gli studi condotti sui gemelli, due individui con lo stesso patrimonio genetico, quindi, ma che magari hanno uno stile di vita differente: il loro processo di invecchiamento corre a velocità diverse”.

Ma chi si rivolge al centro Arpa? “persone, con un’età (anagrafica) intorno ai quaranta, cinquant’anni, per lo più uomini, professionisti, direttori di aziende, manager, politici –spiega il professor Bertuzzi – persone attente alla salute, che si accorgono di essere meno efficienti di prima e corrono ai ripari, oppure giovani di trent’anni già interessati a prevenire le patologie dell’invecchiamento”. Come? “Attraverso la terapia – conclude il direttore dell’Arpa- che non è costituita da farmaci ma da aminoacidi, vitamine e fitocomplessi che hanno una marcata azione sulla memoria, sul sonno, sullo stress:l’orologio biologico si può rallentare anche di tre o quattro anni nell’arco di un anno”. Qualcuno però dopo il trattamento si lamenta ancora: da quando è “tornato” giovane, lavora ancora di più.

Articolo di giornale