Sin dai tempi più remoti, l'uomo ha avvertito la paura di invecchiare sia per i cambiamenti esterni sia per tutta una serie di disturbi e di malattie legati all'età: la leggenda del Dottor Faust ne è uno degli esempi.
Non vi è dubbio che la società moderna, basata sulla competitività come risultato di dinamismo ed efficientismo dei singoli individui, dia un notevole valore al mantenimento dell'integrità fisica e mentale.
E' cosa nota che, oggigiorno, molti individui, uomini e donne, hanno una notevole consapevolezza di tali esigenze e, pertanto, ricorrono a tutta una serie di mezzi per migliorare l'aspetto fisico, per rendersi più scattanti, per dimostrare vivacità di pensiero e, in conclusione, per apparire più giovani.

Purtroppo, spesso l'attenzione viene rivolta esclusivamente all'elemento estetico oppure ci si sottopone a cure ed esercizi generici, privi di una base razionale e individuale scaturita da indagini appropriate.
È singolare che ci si preoccupi dell'aspetto estetico, il che è un fatto certamente positivo, dimenticando, però, ciò che abbiamo dentrol'intero organismo che contiene tutti gli ingranaggi ed i microchips responsabili della funzione della pelle, della postura, del cervello, della nostra immagine, ma soprattutto della nostra vita.
SALUTE = BELLEZZA, dunque, e non viceversa, anche perché sarebbe molto difficile, o meglio, impossibile definire regole estetiche universali.
In tribù indiane dell'Ovest degli Stati Uniti il principale requisito di bellezza è la grassezza delle cosce e delle braccia; coscia magra o sedere di cane sono tra i peggiori insulti che si possano rivolgere ad una donna di quelle tribù.
Nella cultura attualmente dominante in Europa e nel Nord America la grassezza è rifiutata.
Per contro, in numerose società, il sovrappeso e l'abbondanza di certe forme sono requisiti essenziali di bellezza.
Esiste forse un individuo così insensibile da ignorare totalmente la bellezza che tutti ci circonda?
La bellezza abbonda e ci colpisce anche nelle cose più prosaiche.
Basta guardare per trovarla.
La bellezza vivifica il luogo comune.
Ci rende più consapevoli, eleva il nostro spirito, nutre le nostre anime, arricchisce il cuore.
La bellezza sperimentata, apprezzata, condivisa è sempre un'espressione d'amore.
Shakespeare scriveva che il bello e il brutto non esistono, è il pensiero a renderli tali.
Delle 325 culture codificate nell'Human Relation Area Files, 58 hanno dati adeguati per la stima delle caratteristiche della bellezza femminile.
Una moderata o media grassezza è preferita dall'81% delle società considerate dall'Human Relation Area Files ed un marcato Habitus ginoide è abitualmente molto ben accettato e preferito dal 90% delle società suddette.

Non è escluso che questi ideali di bellezza, che si traducono in scelte sessuali, abbiano un remoto riferimento alla fecondità.
In molte culture preistoriche la fertilità veniva rappresentata simbolicamente con figure di donne con accentuazione della circonferenza della metà inferiore del corpo; anche tra i Latini il bacino largo era sinonimo di fecondità.
Tuttora in Italia, ed in particolare al Sud, come in altre culture mediterranee, omo dè panza significa uomo di potere e donna dai fianchi larghi significa donna feconda e simili osservazioni è possibile trovarle anche tra le divinità come il Buddha corpulento e la Venus callipigia.
Notevole importanza hanno differenze interindividuali e differenze individuali considerevoli di sensibilità allo stile di vita ed all'ambiente, le quali da sole possono darci alcune risposte sul perché, in ambito europeo, esistano figure strutturalmente opposte come la silhouette anglosassone e la silhouette mediterranea.
A questo punto sarebbe spontaneo chiedersi quale, tra le diverse silhouette possa essere la più gradita o, meglio, se quella mediterranea manterrà nel tempo certi ideali di bellezza.
Come già accennato in precedenza, la pretesa di definire regole estetiche universali cozza contro molte difficoltà; per quanto riguarda il corpo umano possiamo ritenere che le proporzioni descritte dall'arte greca classica suggeriscano degli standard ideali di bellezza ed armonia, oltre ad essere probabilmente collegate alla salute in tutti i suoi aspetti, e le regole estetiche degli artisti greci influenzano, più o meno, i giudizi di valore estetico sul nostro corpo e su quello degli altri, almeno nel mondo occidentale.
Tuttavia, molte influenze culturali assai antiche contrastano con questo sistema di valori estetici e il valore attrattivo della fidanzata formosa in certe popolazioni o il culto dell'obesità tra i più grandi artisti o la pericolosa magrezza crudelmente imposta alle modelle della nostra epoca, sono tutti esempi, tra molti altri, che mostrano l'impossibilità di contare su regole assolute nel giudicare il valore estetico di un corpo umano.
È più che mai compito della Medicina Estetica, a tale proposito, cercare di riarmonizzare l'estetica di un corpo, indipendentemente dalla sua struttura originaria androide o ginoide, modificando le abitudini e gli stili di vita responsabili dell'accentuazione di eventuali inestetismi e correggendo questi ultimi nel rispetto di metodologie scientificamente rigorose.
Questo, attraverso tre momenti fondamentali per il Medico :
Certo, ciascuno di noi reca nella propria vita sentimentale, sociale e professionale un temperamento ed uno stile diverso da ogni altro.
Quale monotonia se tutti ci esprimessimo in modo uguale e prevedibile. La diversità è il pigmento del comportamento umano.
Fino a che noi restiamo aperti alle differenze, non cessiamo di arricchirA??e la nostra personalità e la nostra cultura, e tanto più numerosi saranno i mezzi d'espressione che noi potremo comprendere ed accettare, tanto più piena e viva sarà la nostra capacità di proporci agli altri.
La crescita culturale, sociale, scientifica della Medicina Estetica e della Medicina Anti Aging sia direttamente proporzionale al contributo, piccolo o grande, che ognuno di noi può dare attraverso le sue conoscenze, le sue esperienze, la sua creatività.
Potremmo dire che tutti sappiamo perfettamente ciò che è meglio per ognuno di noi e per gli altri.
Non abbiamo che da porgere l'orecchio per scoprire che gran parte delle comunicazioni a noi rivolte hanno forma e sostanza di consigli.
Siamo ammaestrati, redarguiti, ammoniti, esortati.
Ci sentiamo dire e ridire ciò che dovremmo fare, ciò che dovremmo pensare, quali dovrebbero essere i nostri scopi.
C'è sempre qualcuno pronto a citare mode, orientamenti, stili, testimonianze, dati statistici, volti a confermare alcune opinioni e ad abbracciare certi punti di vista.
Ogni nuova informazione riveste un suo valore, a condizione che ne conosciamo la fonte e che non accogliamo ciecamente le indicazioni altrui reputandole perfette.
Vi sono momenti in cui avvertiamo la necessità di essere guidati o stimolati, ma solo per il tempo che ci consente poi di ritrovare l'equilibrio necessario a guidare il nostro operato e ad incentivare la nostra creatività.
È bene sottolineare ancora una volta che la Medicina Anti Aging non vuole e non ha la pretesa di rincorrere l'elisir dell'eterna giovinezza, ma che, con grande umiltà e determinazione, lavora per cercare di aiutare gli altri e noi stessi a VIVERE MEGLIO E PIÚ A LUNGO!